Per partire bene in un workshop LEGO® SERIOUS PLAY® (LSP) oltre a un buon Skill building è importante mettere in connessione i partecipanti tra loro e con il tema dell’incontro. Ispirato a pratiche Agile e al modello delle 4C (Connection, Concept, Concrete Practice e Conclusion) di Training from the back of The Room (TBR) ho migliorato come attivare velocemente relazioni tra le persone e raccogliere feedback rapido.
Ho distribuito ai partecipanti un mattoncino 4×2 (meglio se grandi tipo Duplo) per usarlo in tre modi. Il primo per aprire il giro di presentazione, dove ognuno lo ha personalizzato con il proprio nome, poi con lo stesso mattoncino è stato chiesto feedback sullo svolgimento del workshop ed infine è stato usato per annotare la Exit Word della giornata passata insieme.
Perché tutto ciò? La sfida è iniziare il workshop LSP col piede giusto e finirlo altrettanto bene. Partire subito con il Why LSP? o il programma della giornata o il semplice giro di tavolo (e il perché siamo qui) o un icebreaker ho visto che non rendono quanto invece permettere alle persone di costruire il loro senso di essere lì e vederne le connessioni già con le loro mani.
Ad ogni partecipante ho dato un mattoncino 4×2 (meglio se grandi tipo Duplo) e alla partenza del workshop gli ho chiesto di scrivere con un pennarello nero il proprio nome su un lato lungo del mattoncino, suggerendo anche di poterlo personalizzare con un disegno per renderlo unico. Poi ho fatto partire il giro di presentazione, ognuno si è presentato illustrando il proprio mattoncino personalizzato e poi lo ha aggiunto ad una base su cui tutti sono stati raccolti.
Ne è venuto fuori un muretto, non per forza ordinato. Questo ha permesso di creare una prima connessione tra le persone, il metodo e il tema del workshop. Si è costruita un’idea concreta della giornata con una prima esperienza di come avviene il “processo di costruire insieme”, infondendo anche curiosità tra i partecipanti “cosa verrà dopo?”.

Al termine di una fase del workshop ho richiamato i partecipanti a riprendere il proprio mattoncino personalizzato per esprimere feedback. Con il fine di controllare la “temperatura” del workshop ho chiesto a ciascuno di rispondere alla domanda “Come stai investendo il tuo tempo in questo workshop?” posizionando il proprio su una base predisposta con tre mattoncini guida: uno ROSSO per il MAD, uno GIALLO per il SAD ed uno VERDE per il GLAD.
Ognuno così ha aggiunto il proprio mattoncino personalizzato su una di queste basi. Ciò ha permesso ai partecipanti di rinfrescare le proprie connessioni sull’esperienza in corso in maniera ben visibile, ha rafforzato l’idea di “costruire insieme”, perché diventa un’abitudine usare i mattoncini anche per una cosa semplice come dare feedback immediato.

Al termine del workshop, al di là di cosa prevedeva lo script conclusivo, sono andato a chiedere ai partecipanti nuovamente di recuperare il loro mattoncino personalizzato e gli ho chiesto di aggiungere una parola su un lato lungo del mattoncino. Si tratta della Exit Word della giornata, la parola per riassumere come è andata l’esperienza coi colleghi e celebrare la fine del workshop.
Anche qui ho predisposto la base ma con con due mattoni bianchi e l’istruzione di costruire un ponte. Si è avviata così la costruzione di un arco il cui sviluppo “casuale” avviene tramite la progressiva aggiunta (senza un piano preordinato) di ogni mattoncino personalizzato, mentre le persone a turno hanno presentato e motivato la loro Exit word.

Alla fine non si ottiene solo un ponte di mattoncini con nomi e relative Exit Word, è un feedback visuale complessivo ed un vero ed ultimo atto conclusivo di collaborazione celebrata dai partecipanti con i Lego. E’ stato un momento di chiusura forte ed intenso per le relazioni innescate, potendo riflettere sul come era iniziata la giornata con l’immagine della prima costruzione realizzata la mattina con i soli nomi in cui c’erano i mattoncini montati alla rinfusa e poi rivederli a termine riordinati su un ponte. Questo un messaggio chiaro e visibile di crescita del gruppo grazie al workshop LSP.
Riassumendo è più potente l’utilizzo di LSP coniugandolo con pratiche Agile (es. ROTI) ed altre di Learning Design come il TBR (es. Connessioni e Conclusioni) perché mi ha permesso di migliorare le fasi di apertura, quelle intermedie di raccolta di fast-feedback e di chiusura, soprattutto predisponendo meglio le persone a connettersi tra loro e con il metodo.
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Carlo Rizzi, Facilitatore Agile | LEGO® Serious Play® | TBR Certified. Aiuto aziende e team a crescere con tecniche Agile e LEGO® Serious Play®. 10+ anni in R&D ICT, esperto in team building e formazione creativa.
